Missaggio: alcuni fondamenti da conoscere assolutamente

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Missaggio: alcuni fondamenti da conoscere assolutamente

L’arte varia del missaggio (o mixaggio, se preferite). Nell’articolo di questa settimana vogliamo far luce su quello che rappresenta a tutti gli effetti il momento decisivo nella gestione di un progetto musicale o discografico.
Nelle scorse puntate abbiamo definito alcune linee guida per realizzare il nostro ambiente di registrazione privato. Ora è il momento di far luce su come gestire la nostra prima registrazione, segnalandovi quali sono gli errori più frequenti quando ci si approccia al missaggio.

Il missaggio di un brano musicale è forse il passaggio più prezioso e delicato in qualsiasi produzione musicale. Una gestione poco accurata delle tracce può seriamente inficiare il risultato globale.

Il missaggio di un brano musicale è il passaggio più decisivo e delicato in una produzione. Una gestione poco accurata delle tracce può seriamente inficiare il risultato globale.

Il fonico: figura bistrattata ma preziosa

Se le pareti di una sala d’incisione potessero parlare, saturerebbero l’aria di frasi tipo “alzami la voce“ o “quella chitarra mettila più a destra“. In buona sostanza, se ci si affida ad uno studio, lasciamo lavorare il povero fonico, troppo spesso insidiato da inutili consigli.
Quella del fonico – o tecnico del suono, se preferite – è una figura assolutamente cruciale nella riuscita di una produzione. Il suo intervento può rendere vincente o, al contrario, rovinare un intero progetto musicale. Un missaggio mal eseguito può penalizzare la migliore delle incisioni.
Mettiamoci dunque nella testa che il fonico sa quello che fa. Nella nostra rubrica, perlopiù dedicata al fai da te musicale, cerchiamo di carpire qualche segreto per fare di noi stessi dei fonici perlomeno accettabili.

Cosa accade durante il missaggio musicale

Anche se ci muoviamo in un contesto amatoriale, è importante apprendere alcuni concetti guida per assicurare a noi e ai nostri eventuali clienti un risultato soddisfacente ed accurato.

Anche se ci muoviamo in un contesto amatoriale, è importante apprendere alcuni concetti guida per assicurare a noi e ai nostri eventuali clienti un risultato soddisfacente ed accurato.

Mixare un brano consiste nell’elaborare i segnali audio su tre differenti piani:

  • Gestione delle ampiezze, ovvero coordinare creativamente i volumi e singoli livelli.
  • Equalizzazione. Coinvolge il lavoro sui timbri: equalizzando enfatizziamo (o de-enfatizziamo) le alte, le medie frequenze, le basse, ecc.
  • Piano spaziale. Ogni traccia del nostro mixer è dotata di un “panpot“, subito sopra il cursore; il panpot ci permette di orientare i singoli suoni nel panorama audio.
    Pertanto il termine “spazializzare“ indica il modo in cui collochiamo ogni singola sorgente sonora. Mediante la spazializzazione agiamo creativamente sui segnali all’interno dell’area stereofonica.
    Diversamente il nostro missaggio sarebbe la sterile sovrapposizione di suoni con la stessa provenienza.

 

Alcune regole da conoscere nel missaggio

Nel campo del missaggio musicale è importante osservare alcuni precetti. Ma anche le violazioni alla regola costituiscono una buona scuola :)

Nel campo del missaggio musicale è importante osservare alcuni precetti. Ma anche le violazioni alla regola costituiscono una buona scuola 🙂

Sia che siamo fonici esperti o novelli produttori è importante non solo ricercare un’omogeneità complessiva, ma anche operare in maniera scientifica e allo stesso tempo creativa.
Si, perché mixare un brano non significa solamente equilibrare i suoni, ma applicare alcune importanti leggi legate alla composizione fisica del suono.

Un buon risultato passa dalla conoscenza di alcuni punti cardine:

  1. Rispettare il concetto di dinamica.
    Comprimere all’eccesso una traccia sinfonica può non essere una buona idea. Pertanto l’uso della dinamica rappresenta la regola aurea di ogni fonico serio. Per questa ragione è fondamentale che il fonico, anche se non necessariamente musicista o ingegnere del suono, ragioni come loro.
    Il bravo fonico comprendere i perché delle scelte artistiche, ragionando come uno della band. Al contempo egli deve mantenere un occhio, anzi un orecchio scientifico sull’intera faccenda.
  2. Spazializzare.
    Come precedentemente spiegato, in fase di missaggio si ricostruisce la struttura sonora di un ensemble. Basso e cassa collocati al centro, chitarre a destra e sinistra, voce solista centrale. O almeno in linea di massima.
    Per quanto riguarda invece gli ensemble classici e jazz, si usano invece diverse disposizioni. Nel repertorio classico e nella musica da film sono utilizzate due tipologie di disposizioni, ovvero “all’americana“ e “alla tedesca“. La prima è quella del repertorio da film, mentre la seconda è ereditata dal repertorio classico. Essa prevede gli strumenti disposti a 180 gradi: primi violini a sinistra, violoncelli e bassi a destra.
  3. Usare la fantasia!
    Quelli riportati sono fondamenti preziosi, ma non incisi a lettere di fuoco. Nella fonìa, come in musica, sono importanti le regole, altrettanto le violazioni!Spesso, per creare un effetto inconsueto, si possono “panpottare“ i suoni da un lato all’altro dell’area mix.
    Spesso si usa collocare gli strumenti in punti inusuali del panorama audio. Pensiamo al suono di una chitarra che si sposta da un lato all’altro dello spettro sonoro. Un effetto irrealistico, ma che abbiamo sentito spesso: pensiamo a “One Vision“ dei Queen o ad alcuni brani della produzione di Michael Jackson.
    Insomma tutto è lecito, purché dettato dal buon gusto.

 

Saperne di più sul missaggio: consigli per gli acquisti

Per approfondire il missaggio e il mondo della produzione, vi consigliamo una lettura simpatica ed utile.
Oltre al nostro appuntamento settimanale vi sono infatti numerose guide online per muovere i primi passi nel campo della produzione e carpire alcuni segreti direttamente dai più esperti.

Al prossimo articolo!

Vuoi saperne di più? Leggi qui:

Luca Figliuoli
info@gigfound.com
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