L’iPad: il miglior amico del musicista

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L’iPad: il miglior amico del musicista

La discesa in campo – ed ascesa – dell’iPad in campo musicale è indiscutibile. In sette anni da giocattolo sovrapprezzo si è trasformato in un componente fondamentale di moltissimi set-up, soprattutto (ma non solo) per i tastieristi. Al giorno d’oggi è possibile ricoprire con il tablet della Apple diversi ruoli, come per esempio workstation, synth VA, leggio elettronico, loopstation ed addirittura recording studio. In questo articolo verranno brevemente introdotti gli utilizzi principali dell’iPad in campo musicale, insieme alle relative applicazioni e ad alcuni componenti hardware necessari per sfruttare al massimo ogni sua potenzialità.

PARTE I: Sintetizzatore

Le prime applicazioni per iPad in campo musicale con una qualità abbastanza alta da poter essere utilizzate anche da professionisti sono sicuramente i sintetizzatori. Sviluppati sia da piccole software houses che da grandi aziende (tra le quali due colossi come Korg e Moog), le app per utilizzare l’iPad come un Synth Expander sono ormai tantissime. L’offerta comprende svariati motori di sintesi e diversi tipi di controlli, approfittando dello schermo touch dell’iPad per offrire modulazioni XY controllate direttamente dal tablet.

Sebbene tutte queste applicazioni forniscano una piccola tastiera a schermo, è praticamente impossibile suonare parti un minimo complicate su tale superficie. È quindi consigliabile l’acquisto di una tastiera MIDI per poter sfruttare al meglio l’iPad come expander. Utilizzando un semplice Camera Connection Kit (CCK), è possibile collegare qualsiasi tastiera MIDI Class Compliant all’iPad per interfacciarsi con le applicazioni.

Alcune tastiere (solitamente i controller MIDI non avanzati e quelle disegnate specificatamente per l’iPad) riescono ad alimentarsi completamente tramite il tablet e non necessitano una fonte d’energia esterna, rendendo la combinazione iPad + MIDI controller + Speaker a batterie/cuffie il setup portatile definitivo per qualsiasi tastierista. Tra tutte le master keyboard in circolazione per l’iPad è necessario trovare quella che soddisfi i bisogni del musicista caso per caso. Per l’utilizzo dell’iPad come Synth, l’ideale è una tastiera con 37-49 tasti con pitch bend, modulation wheel e alcuni fader o knobs assegnabili per controllare funzioni come filtro (cutoff/resonance), effetti, amp ecc.. Personalmente, utilizzo una Novation Launchkey 49 (Fig.1)

Figura 1: Novation Launchkey 49

Figura 1: Novation Launchkey 49

e mi sono sempre trovato molto bene: è una tastiera leggera, trasportabile ed alimentata direttamente dall’iPad senza consumarne la batteria troppo in fretta (autonomia di circa 8 ore suonando a schermo spento con un iPad mini di prima generazione, migliore con modelli più recenti).

Le applicazioni disponibili per utilizzare il vostro iPad come Synth sono troppe per un singolo articolo (probabilmente, anche per una lunga serie di articoli a tema), quindi mi limito a suggerire alcune tra le più famose: Korg iMS20, BeepStreet Sunrizer, Arturia iMini, Waldorf Nave, Propellerhead Thor, Moog Animoog, Yonac Magellan, Korg iPolysix, Korg iM1. Personalmente utilizzo principalmente Sunrizer (Fig. 2) e iM1 (Fig.3), dato che hanno sia suoni di ottima qualità che una buona “botta sonora” in uscita dal mixer, ma molto dipende dai gusti. Consiglio a chiunque interessato di ricercare queste applicazioni su Google e YouTube per vedere delle demo e giudicare i suoni personalmente.

BeepStreet Sunrizer

Fig.2 BeepStreet Sunrizer

Korg iM1

Fig.3 Korg iM1

PARTE II: Workstation

La naturale evoluzione di ogni sintetizzatore è una workstation. Per chi non si interessi di tastiere in particolare, una workstation è una tastiera che contiene una paletta sonora più “generalista”, costituita sia da suoni campionati (quindi da strumenti acustici come pianoforti, archi, fiati ecc.) che sintetizzati, possibilmente multitimbrica con possibilità di split o layer. Purtroppo, mentre i synth per iPad sono avanzati quasi quanto quelli per desktop, dal punto di vista delle workstation c’è ancora molto lavoro da fare, sotto diversi punti di vista.

Uno dei limiti principali degli iPad è infatti la memoria (sia RAM che SSD), che tende a limitare molto la dimensione (e quindi la qualità) dei campioni di tali applicazioni, specialmente per quanto riguarda i suoni di piano, e la loro polifonia.

Tuttavia, ci sono buoni risultati anche da questo punto di vista, come per esempio con l’ottimo piano *master a 88 tasti pesati necessaria per sfruttarne le potenzialità* di Korg Module (Fig. 4), forse la migliore app per avere una paletta sonora “classica” con pianoforti acustici ed elettrici, clavinet, strings, synth brass e pad ed organi senza sacrificare la qualità del suono in uscita.

Purtroppo, la gestione MIDI dei suoni e degli split/layer non è possibile senza l’utilizzo di app esterne.

Fig.4 Korg Module

Fig.4 Korg Module

La più utile di queste “app esterne” in grado di controllare i flussi midi in entrata ed uscita dall’iPad è probabilmente iMidiPatchbay (Fig. 5), con la quale è possibile programmare ed ottenere split e layer anche con app che non li consentono normalmente ponendo i suoni in uscita su canali midi diversi e gestendo ogni singola master/zona tramite software.

Fig.5 iMidiPatchbay

Fig.5 iMidiPatchbay

Tuttavia, esistono anche (rarissime) applicazioni con una notevole quantità di suoni interni e la capacità di gestire autonomamente split e layer anche abbastanza complessi, come per esempio SampleTank (Fig. 6) dell’italianissima IK Multimedia. SampleTank è probabilmente la workstation più completa nel panorama delle app musicali, ma soffre di alcuni limiti di cui è necessario tener conto: il suono tende a saturarsi in fretta e genera disturbi a volumi alti, e la qualità sonora in generale non è al livello di rivali con meno funzioni. Inoltre, buona parte delle librerie sonore (quelle di alta qualità soprattutto) sono disponibili solo come acquisti in-app, ed il prezzo totale sale molto rapidamente. Nonostante questi difetti, è nel 99% dei casi la soluzione di riferimento per chi cerca una workstation per iPad completamente autonoma.

Fig.6 IK Multimedia Sampletank

Fig.6 IK Multimedia Sampletank

Un’ultima app abbastanza interessante è ThumbJam (Fig. 7) che, per un prezzo molto contenuto, offre un’enorme paletta sonora con strumenti acustici di tutti i tipi e la possibilità di split e layer senza ricorrere ad applicazioni esterne.

Thumbjam

Fig.7 Thumbjam

L’hardware da associare a queste applicazioni dipende completamente dai vostri bisogni – quando è necessario suonare principalmente piani e piani elettrici avrete bisogno di una master ad 88 tasti con meccanica pesata per poter gestire la dinamica (molti piani per iPad sembrano suonare male finché non vengono provati con la tastiera giusta e con le corrette impostazioni per la velocity curve). Se i suoni che vi servono sono principalmente orchestrali o organi, suggerisco una tastiera con 61 tasti e synth action come meccanica: ottima sia per suonare pad e tappeti orchestrali che per assoli (possibilmente con 8+ fader nel caso di organi per applicazioni come l’ottima Galileo, se volete controllarli al meglio).

PARTE III: Drum Machine

Sebbene le drum machine siano spesso associate ad applicazioni di produzione musicale più complete (vedi Korg Gadget nella prossima sezione), esistono alcune app specializzate, come DM1 (Fig. 8) o Korg iElectribe (Fig. 9). Le Drum Machine sono facilmente gestibili direttamente dallo schermo dell’iPad, anche se per utilizzi in live consiglio comunque utilizzare un controller midi esterno con pad, come il Korg NanoPad2.

Buona parte delle Drum Machine per iPad è focalizzato sulla produzione di musica elettronica (come, per esempio, iElectribe), anche se alcune (tra cui DM1) contengono anche suoni di batteria acustica.

Fig.8 DM1

Fig.8 DM1

Fig.9 Korg iElectribe

Fig.9 Korg iElectribe

PARTE IV: Recording

Moltissimi musicisti, anche di rilievo, ritenevano fino ad un paio di anni fa impossibile l’utilizzo dell’iPad in un contesto di registrazione seria, nonostante alcune applicazioni per l’home recording fossero già apparse nell’App Store. La produzione musicale è il campo nel quale l’iPad ha fatto passi da gigante negli ultimi due anni, proponendosi negli ultimi mesi come alternativa plausibile ad un computer desktop per produzioni professionali non troppo impegnative. Non è possibile (per ora) ottenere produzioni su centinaia di tracce, ma per registrazioni che si mantengono entro le 16-32 tracce sono già disponibili diverse opzioni.

Fig.10 Garageband

Fig.10 Garageband

Il primo studio completo per iPad è GarageBand (Fig. 10), della Apple. Uscito in contemporanea con il tablet, è stato per moltissimo tempo l’unica app universalmente utilizzata per le registrazioni su iPad – nonostante la qualità bassa e le poche opzioni presenti all’inizio. Gli ultimi aggiornamenti ne permettono l’interazione con quasi tutte le altre app musicali e hanno migliorato notevolmente la qualità dell’applicazione, e nonostante rimanga probabilmente il peggiore tra i “grandi nomi” della categoria è sicuramente il più economico e il più semplice da utilizzare. Questa caratteristica rende GarageBand perfetto per i primi “esercizi” di registrazione con iPad o per buttare giù velocemente idee musicali quando si è in giro e non si hanno altri mezzi a disposizione. Una tastiera MIDI portatile è lo strumento ideale da accoppiare a GarageBand in tali situazioni. Personalmente ne ho provate diverse, ma solo due mi hanno soddisfatto: la CME XKey 25 (Fig. 11) e la KORG MicroKey 25 Air.

Sconsiglierei la CME XKey 25 per qualsiasi performance dal vivo, ma per immettere input in programmi di registrazione è perfetta: sottilissima, poco più grande dell’iPad stesso, entra in buona parte dei softcase per computer da 15”, semplicissima da portare in giro e soprattutto con tasti a dimensione naturale. Per chi invece ha un buon rapporto con tasti a dimensione ridotta, suggerisco anche la KORG MicroKey Air 25, con corsa maggiore e più controllo sulla dinamica, un joystick per il controllo di pitch e modulazione e soprattutto alimentabile a batterie: comunica con l’iPad tramite MIDI Bluetooth con latenza impercettibile.

Fig.11 CME XKey 25

Fig.11 CME XKey 25

Fig.12 Korg MicroKey 25 Air

Fig.12 Korg MicroKey 25 Air

La qualità finale del prodotto non eccelsa di GarageBand lo rende poco adatto a produzioni serie. In tal caso, altri programmi e supporti hardware possono essere utilizzati. Innanzitutto, una scheda audio esterna diventa necessaria per la registrazione di tracce audio, chitarre e basso. Negli ultimi anni diverse case hanno prodotto schede audio per iPad, nonostante qualsiasi scheda Class Compliant funzioni.

Personalmente, trovo la Focusrite iTrack Solo (Fig. 13) un buon compromesso tra prezzo, qualità e portabilità.

Fig.13 Focusrite iTrack Solo

Fig.13 Focusrite iTrack Solo

Per quanto riguarda il lato software, l’applicazione che più di tutte coniuga qualità professionale ed immediatezza nell’uso è Korg Gadget (Fig. 14). Sebbene difficile da utilizzare al meglio in un contesto live, contiene moltissimi suoni di alta qualità nonché diversi motori di sintesi diversi, effetti, campionatore, registratore ed ogni altro strumento necessario per completare in maniera autonoma ogni passo di una registrazione. Altre applicazioni simili, con qualche funzione in più ma più complesse nell’utilizzo, sono Auria (Fig. 15) e Cubasis (Fig. 16).

Fig.14 Korg Gadget

Fig.14 Korg Gadget

Fig.15 Auria

Fig.15 Auria

Fig. 16 Cubasis

Fig. 16 Cubasis

Un’applicazione vitale per la registrazione con iPad è Audiobus (Fig. 17). Audiobus è una piattaforma virtuale che permette di gestire i collegamenti audio tra diverse app musicali, controllandone e dirigendone gli input e gli output, a partire dalle sorgenti sonore (siano esse applicazioni o microfoni esterni), passando per una catena di effetti, fino ad arrivare all’utilizzatore finale, che può essere un monitor audio, un’applicazione di registrazione o altro (per esempio, un looper).

Fig.17: Audiobus

Fig.17: Audiobus

PARTE V: Altro

L’iPad offre moltissime applicazioni in campo musicale con i più svariati utilizzi, in campo didattico, di notazione musicale, download spartiti e molto altro ancora. Ci sono solo un paio di altre applicazioni in particolare, però, che vorrei mettere in evidenza. La prima, Loopy HD (Fig. 18), è senza dubbio la migliore loopstation per iPad, in grado di comunicare con quasi tutte le altre app professionali per registrarne (e mandarne in loop) i suoni e condividere il MIDI clock per poter sincronizzare arpeggiatori e simili con il tempo del loop. Sebbene ci siano alcuni musicisti (quasi tutti buskers) che la utilizzino live con successo, può diventare difficile da gestire se non si studia bene il routing dei diversi canali tramite Audiobus.

Fig.18 Loopy HD

Fig.18 Loopy HD

Un’altra applicazione interessante è SetListMaker, che permette di utilizzare l’iPad come leggio virtuale in grado di fornirvi tutti gli spartiti per una serata. Questa app consente inoltre l’invio di messaggi MIDI ad altre applicazioni/tastiere, effettivamente controllando basi e cambi di suono tra un pezzo e il successivo (o all’interno di un pezzo stesso). È un’applicazione che richiede molto impegno nella fase di preparazione per una serata ma che si ripaga pienamente; se avete voglia di perderci tempo sopra non ve ne pentirete.

Fig.19 SetlistMaker

Fig.19 SetlistMaker

Conclusione

Con queste ultime due applicazioni si chiude questa breve panoramica sull’utilizzo dell’iPad in campo musicale. Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento; nel caso vogliate informazioni più approfondite su uno qualsiasi degli argomenti trattati nell’articolo, fatecelo sapere commentando o contattandoci!

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Matteo Russo
matteo.ahren@gmail.com

Pianista con una grave dipendenza dai sintetizzatori e dubbi gusti musicali, che vanno da Chopin, Beethoven e Morricone a De André, Nightwish e Rammstein. Nel tempo libero divora libri, gioca di ruolo e progetta meccanismi o robot.

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