Manuel Agnelli e X Factor: è già dibattito

Gli Afterhours in un recente scatto.
Il loro leader, Manuel Agnelli, sarà - non senza qualche controversia - uno dei giurati del prossimo X Factor.

Manuel Agnelli e X Factor: è già dibattito

Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, sarà uno dei giurati della prossima stagione di X Factor 2016.
Non è la prima volta che il grande schermo e Agnelli incrociano le loro strade : gli Afterhours avevano già suonato al celebre Teatro Ariston (si, proprio quello che accoglie, ogni anno, il sempreverde Festival di Sanremo), nel 2009, per presentare “Il Paese è reale“.

Gli Afterhours in un recente scatto. Il loro leader, Manuel Agnelli, sarà - non senza qualche controversia - uno dei giurati del prossimo X Factor.

Gli Afterhours in un recente scatto.
Il loro leader, Manuel Agnelli, sarà – non senza qualche controversia – uno dei giurati del prossimo X Factor.

Da pochi giorni la notizia che il cantante meneghino sarà trai giurati nel celebre talent ha scatenato un autentico vespaio tra fan e detrattori del gruppo lombardo.
Giusto una settimana fa parlavamo delle polemiche legate all’ingresso di Axl Rose negli Ac/Dc; oggi ci occupiamo di un dibattito decisamente più nostrano, ma che sta ugualmente infiammando gli appassionati di musica.

 

Una scelta contraddittoria

 

“Milano prima era una bomba rivoluzionaria, poi è diventata sempre più attenta solo alla grafica, all’immagine, alla moda.
C’è un sacco di roba fatta bene, suonata alla grande da persone intelligenti, ma che non è emozionante”.
Chi è l’autore di questa dichiarazione?Lo stesso leader degli Afterhours, in una recente intervista a Rolling Stone Italia.
Certo che, sarà pure un’anti-rockstar, ma quanto a gettare fumo negli occhi ai propri fan, ci sa fare, il Sig. Manuel Agnelli.

Ad ogni modo, non è certo la prima occasione in cui il famoso programma X Factor affida il proprio volto ad un personaggio fondamentalmente estraneo dalla “tivvù di massa“.
Lo stesso Morgan dei Bluvertigo, fino al momento in cui ha messo piede – incrementando consistentemente la propria popolarità – nel noto format, aveva seguito una condotta più defilata.

 

Uno scenario musicale decisamente mutato

 

Manuel Agnelli è, in linea con la musica che scrive, un personaggio che si è accuratamente tenuto ad una certa distanza dalle logiche del pop italiano.
Lontano dalle rime facili con interrogativi univoci, dalle “canzoni da tre minuti e mezzo altrimenti no“, estraneo ai salotti televisivi, dal chiacchiericcio dei festival.
E gli Afterhours sono di quei musicisti  – come i colleghi Marlene Kuntz – che si sono guadagnati fama e merito a suon di live e dischi: “Hai paura del buio?“, il disco del successo, fu prodotto a loro spese, quando la casa discografica non sembrava credere più nel gruppo; di certo non grazie ai talent televisivi.

Per cui questa notizia ci spiazza: il mainstream dà il benvenuto un artista che non solo il mainstream non se l’è mai filato, anzi ha fatto di tutto per scardinarne la retorica.

Noi di GigFound, come sempre, facciamo un po’ gli avvocati del diavolo e ve la buttiamo lì: è pur vero che ogni artista è libero di fare ciò che crede, ma siamo sicuri che questo inaspettato ingresso di Agnelli nel mondo dei reality non sia effetto della sempre più dilaniata industria del disco?

 

Il celebre format televisivo rinnoverà nuovamente i propri giurati per l'imminente stagione.

Il celebre format televisivo rinnoverà nuovamente i propri giurati per l’imminente stagione.

Ne è prova il fatto che, se perfino nomi blasonati come Skin, Max Pezzali e Mika partecipano in qualità di giurati, forse tutto questo è sintomo che i dischi non si vendono più come una volta.
In quest’ottica – ammesso e non concesso si tratti di mero business! – immaginiamo come viva la cosa chi, come gli Afterhours e poche altre band in Italia, ha cercato di disinnescare i luoghi comuni del successo musicale, oggi più che mai vincolato alla legittimazione televisiva.

Però non crediamo che sia tutto così semplice – prendi i soldi e scappa, direbbe Woody Allen – e vincolato al Dio denaro.
Non è certo il caso degli Afterhours, quelli che rimandarono al mittente gli encomi della Geffen Records (l’etichetta che faceva da “scuderia“ a gente come Neil Young, Aerosmith, Guns N’ Roses e Madonna, tanto per dire) all’indomani di “Hai Paura del Buio?“ (1997), temendo forse di diventare ingranaggi di un sistema troppo grande.

 

Manuel Agnelli e X Factor: siamo sicuri sia una questione di soldi?

 

Apparire in tv e dare tono alla propria popolarità non equivale per forza a svendersi e sfibrare il proprio pensiero artistico, soprattutto in un momento in cui l’alternative è comunque un mercato musicale florido.
Vogliamo pensare che, se si trattasse di una questione monetaria, gli stessi “After“ sarebbero entrati molto prima nelle ganasce del music business – offrendo a se’ stessi una notorietà di certo non limitata al nostro Paese – e non ora, a ridosso dei 50 anni.
Esclusa questa ipotesi, ci risulta difficile spiegare la mossa di Agnelli, uno che ha sempre preso le distanze da chi della discografia italiana governa i fili.
A fronte di questo, è difficile immaginare l’ingresso nelle scuderie di X Factor di chi nel 1997 cantava (anzi, gridava, in pieno stile punk) “Sui giovani d’oggi ci scatarro su/sabato in barca a vela, lunedì al Leoncavallo/ridai i soldi al tuo papà/l’alternativo è il tuo papà“, brano che faceva a a brandelli lo scenario dell’alternative milanese, puntando il dito sul giovane borghese che ostenta atteggiamenti da centro sociale.

 

Il bicchiere mezzo pieno

 

Alla notizia di Agnelli giudice a X Factor la scena musicale

Gli Afterhours hanno per anni - e tutt'ora rappresentano un pilastro nel oanorama dell'alternative italiano.

Gli Afterhours hanno per anni – e tutt’ora rappresentano un pilastro nel oanorama dell’alternative italiano.

indipendente ha prontamente levato le forche – come se band milanese fosse colpevole di alto tradimento – ma non è mancato il beneplacito dei moderati, che leggono invece in questo colpo di scena un’apertura ad uno scenario musicale finora praticamente ignorato dal grande schermo.

In conclusione, ci domandiamo: chi ha raccontato la nostra generazione – con crudezza e senza compromessi – è finalmente sceso a patti con le politiche del successo, smascherandosi?
Oppure stiamo davvero assistendo ad piccolo momento di storia?
Davvero la tivù ci regala finalmente lo sdoganamento della scena alternativa sul grande schermo, dopo decenni di ipnosi collettiva al ritmo di “sole/cuore/amore/finchè la barca va“?

Dubitiamo che possa interessare davvero al grande pubblico, o che possa nascere, dopo l’ingresso di Manuel Agnelli nel palinsesto, un “X Factor Alternative“ o un meno credibile “X Factor Indipendente“.
Certo è che questa mossa, per quanto contestabile ed apertamente contraddittoria, rappresenta una significativa apertura da ambo i fronti.

Come al solito, restate sintonizzati e continuate a leggerci.

 

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samer gaber
music.gamila@gmail.com

Musicista per passione e devozione, mi piace scoprire nuove sonorità, nuovi metodi di produzione e tutto ciò che gravita intorno a questo settore.

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