AmpliTube: l’ampli che non si vede

AmpliTube non è uno, ma un repertorio di amplificatori virtuali per chitarra elettrica.

AmpliTube: l’ampli che non si vede

AmpliTube IK Multimedia è un programma che permette di emulare l’amplificatore per chitarra desiderato.
Nei precedenti appuntamenti del nostro blog abbiamo parlato di iRig Acoustic, un “parente stretto“ di questo prodotto, con cui condivide il marchio: un dispositivo a forma di plettro che, applicato sulla buca della chitarra, permette non solo di amplificarla, ma di conferirle timbri musicali diversi, dal banjo all’ukulele.
La versione “gemella“ di iRig Acoustic che trattiamo oggi è invece AmpliTube. un emulatore interamente dedicato ai suoni di chitarra elettrica, che permette di amplificare – in camera nostra, in studio o in sede live – il nostro strumento senza ricorrere ad un ampli vero e proprio.

AmpliTube non è uno, ma un repertorio di amplificatori virtuali per chitarra elettrica.

AmpliTube non è uno, ma un repertorio di amplificatori virtuali per chitarra elettrica.

L’amplificatore fantasma

 

L’aspetto che colpisce subito di AmpliTube è la sua versatilità: anche se si tratta di un emulatore di sonorità, quest’interfaccia permette di passare, selezionando rapidamente il suono desiderato, da un timbro di chitarra ad un altro, connettendo lo strumento ad un iPad o alla scheda audio del portatile.
Da un timbro crunch ad un arpeggio soft, da un timbro thrash metal ad un suono chitarristico tipo surf anni ’50: tutto è possibile in pochissime mosse, e anche crearsi un preset personalizzato è cosa facile.

Il funzionamento di AmpliTube avviene secondo una tecnologia a “modelli fisici“, che offre un risultato davvero realistico in termini di resa sonora.
Collegando la chitarra via jack all’iPad o ad un dispositivo mobile su cui il programma è stato precedentemente installato, potremo avere sotto le dita i suoni dei più celebri riff senza bisogno di spostare pedanti cabinet o testate.
iRig include infatti un grande repertorio di amplificatori di marchi celebri, che possono addirittura essere orientati o abbinati tra loro per ottenere timbriche combinate.

 

AmpliTube et similia: considerazioni sull’emulazione sonora

 

AmpliTube è uno sturmento utile nella realizzazione di demo e, jingle e provini.

AmpliTube è uno sturmento utile nella realizzazione di demo e, jingle e provini.

La cosa stupefacente di articoli come questo è la possibilità di passare da un suono all’altro con agilità: basta posizionarsi sul suono corrispondente e cliccare l’icona dell’amplificatore desiderato.
Per quanto il corrispettivo reale sia chiaramente ben diverso – altrimenti perché mai spendere 1500 dollari per una testata Orange? – pensiamo a quante operazioni comporti, nella normale vita del chitarrista, il voler “switchare“ da un timbro ad un altro.
Con AmpliTube passare da un pulito Fender DeVille degli anni ’60 ad una distorsione classica tipo Vox è un baleno.

Chiaramente il linguaggio digitale adottato da questi programmi ha il demerito di appiattire le timbriche, ma in questo caso ci può tornare utile: una chitarra economica collegata al programma non suonerà troppo diversa da uno strumento di fascia più alta, se collegato allo stesso.
Gli svantaggi di AmpliTube e questa categoria di prodotti hanno semplicemente a che vedere con la natura fisica del suono: la sensazione di potenza è data non solo dal volume percepito, ma dallo spostamento d’aria esercitato dai coni del nostro ampli quando suoniamo.
Per cui il buon AmpliTube restituisce sì le caratteristiche timbriche degli amplificatori storici, ma affidandosi ad un linguaggio discretizzato.

 

Che vuol dire “discretizzato“?

 

L’espressione è propria del contesto digitale: l’informazione digitale è frammentaria, cioè “discreta“ rispetto a quella analogica, che per sua natura è un flusso imperfetto ma continuo di informazioni.
Senza impelagarci in riflessioni tecniche, diciamo che i timbri restituiti da questo programma sono verosimili ma non autentici, e che un orecchio esperto può cogliere la differenza, specie quando utilizziamo iRig in studio o in concerto.

 

AmpliTube: pro e contro dell’amplificazione digitale

 

AmpliTube permette performance realistiche di chitarra: il tutto attraverso un computer, anche portatile.

AmpliTube permette performance realistiche di chitarra: il tutto attraverso un computer, anche portatile.

Come iRig Acoustic, o l’“antenato“ GuitarRig, questi programmi sono ottimi emulatori del suono reale.
Certo l’ebbrezza dell’amplificatore a volume esagerato che spettina il pubblico con un accordo di di Mi Maggiore è una sensazione impagabile, e che nemmeno il caro AmpliTube è in grado di restituire.
Chiarito questo, il programmino può rivelarsi comodo, economico ed utile per chi si diletti con autoproduzioni e non abbia modo di registrare la chitarra in casa (a proposito: la lettura del nostro articolo sulle tecniche di amplificazione può tornarvi utile).
Anche chi insegna musica e desideri suoni pronti all’uso può trovare iRig molto utile.
Chi suona live sa infatti che determinati timbri non possono che essere restituiti ad alti volumi: AmpliTube si rivela perfetto per chi voglia replicare l’assolo di “Burn“ dei Deep Purple o emulare il tapping di Eddie Van Halen – con i suoni giusti – e senza scatenare la collera dei vicini.

 

Risorse tecniche

 

Il programma è reperibile in versione iPad o anche per Mac e PC: è gratuita – in versione ridottissima – per i dispositivi mobili: esiste in commercio il modello dedicato a Samsung; fino ad arrivare a più complete versioni (per produttori e sale d’incisione) che hanno un costo che si aggira intorno ai 360 dollari.

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samer gaber
music.gamila@gmail.com

Musicista per passione e devozione, mi piace scoprire nuove sonorità, nuovi metodi di produzione e tutto ciò che gravita intorno a questo settore.

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